PROGETTO: “ALLA SCOPERTA DELLE PROPRIE RADICI” - GALLERIA FOTOGRAFICA

Martedì 6 marzo, sotto un cielo plumbeo che lascia presagire una giornata di pioggia, i ragazzi della classe III sez. B della Scuola Secondaria di I grado di Girifalco, “impavidi” ed animati dalla prospettiva di poter trascorrere un’altra giornata insieme, si allontanano dalla ancora sonnolenta cittadina per andare “Alla ricerca delle proprie radici”.
Destinazione: Locri e Gerace. {Play}

Raggiunta la statale 106, attraverso il sinuoso nastro di asfalto che collega i centri urbani dell’istmo di Catanzaro alla costa ionica, timidi raggi di sole rassicuranti penetrano le nubi insistenti.
Dopo circa due ore di viaggio, il museo e gli scavi di Locri Epizefiri, la più giovane delle colonie greche presenti sul territorio, accolgono l’insolitamente piccolo drappello di ragazzi curiosi. Come per magia, i giovani abbandonano la veste goliardica esibita durante il viaggio per seguire con attenzione le spiegazioni della guida che, dei reperti custoditi nel museo, offre loro una descrizione intrisa di storia e leggenda.
Una allegra passeggiata tra gli scavi, qualche foto ricordo e si riparte per raggiungere Gerace, uno dei borghi più belli d’Italia e del Parco nazionale dell’Aspromonte. Poco meno di trenta minuti e ci troviamo a circa cinquecento metri sul livello del mare ad attendere il trenino con cui percorreremo l’ultimo tratto di strada che ci divide dal borgo medievale. Raggiunta la Porta del Sole al suono di allegri merengue offerte dalla simpatica conducente del trenino, si prosegue verso ciò che rimane del Castello e delle sue possenti mura inerpicandoci per l’ultimo tratto di strada che ci conduce al punto più elevato della collina.
Il panorama: straordinario.
A fatica ci si stacca da quell’affaccio sullo Ionio per scoprire le bellezze medievali del borgo.
La Porta dei Vescovi o della Meridiana si veste dell’allegro chiacchierio dei giovani esploratori introducendoci con grazia nella piazza che ospita la nostra meta principale; la Cattedrale, monumento in cui si fondono armoniosamente gli stili bizantino, romanico, normanno. {Play}

È però ora di pranzo anche per i custodi/guida del sacro edificio che riaprirà i battenti per le ore 15:00.
Ospiti di un grazioso bar, che si apre sulla medesima piazza, consumiamo il nostro pasto al sacco, integrandolo con le leccornie invitanti custodite nella vetrina del locale.

L’allegria dei ragazzi riempie la piazza ed il bar, deserti data l’ora, invogliando alla compagnia i raggi del sole sempre più decisi a contrastare il vento che scompiglia le giovani chiome.
Al pomeriggio, la visione della cripta e della Basilica, poste rispettivamente nella parte inferiore e superiore della Cattedrale, lascia i ragazzi frastornati e li prepara ad ammirare le altre bellezze artistiche e architettoniche del borgo in cui convivono armonicamente diversi stili a testimonianza della lunga storia della cittadina che, grazie alla sua posizione geografica, ha sempre avuto un ruolo importante, strategico nel controllo del territorio sia dal punto di vista economico che politico.
Con ancora negli occhi la maestosità della Basilica e dei suoi tesori, l’escursione ci porta al Museo civico e da qui in Piazza delle tre Chiese su cui ci accoglie, attraverso il bellissimo portale gotico, la Chiesa di San Francesco che, con il suo altare di fattura barocca, stuzzica la fantasia dei ragazzi che si sforzano di scoprirne gli intarsi.
Di nuovo in cammino, troviamo riparo al vento insolente nei vicoli antichi lastricati di pietra, attraverso cui raggiungiamo piazza del Tocco circondata da imponenti palazzi che, oltraggiati nel tempo dai terremoti e restaurati per conoscere ancora i fasti di nobili, portano evidenti i segni della loro origine medievale.
Ultima tappa della nostra escursione le Bombarde, spianate che si trovano lungo le mura di cinta, su cui venivano posizionati i cannoni a difesa della costa. Oggi sono diventati terrazzi da cui è possibile godere del magnifico paesaggio della Locride. Catturati dal panorama, ì giovani, a dispetto del vento, si attarderebbero volentieri e a fatica si convincono al rientro.

Si ringrazia per la consueta, preziosa collaborazione Domenico Vincenzi dell’Archeoclub di Girifalco.{Play}

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2018-06-22 20:29